Progetti e attività Primaria Ceva fino a.s. 2011.12

Titolo

Realizzazione

Anno scolastico

La circolazione sanguigna

Scuola primaria di Ceva

2006/2007

Gli animali dell'Antartide

Scuola primaria di Ceva

2005/2006

I nostri animali preferiti

Scuola primaria di Ceva

2005/2006

Le lacrime di Arutan 

Scuola primaria di Ceva Classe II B

2007/2008

Eccoci qui

Scuola dell'infanzia di Ceva sezione D

2007/2008

Gli animali del bosco

Scuola dell'infanzia di Ceva sezione C

2007/2008

Che bello se... 

Scuola primaria Ceva        Classi 3^ A-B-C

2010/2011

Passeggiando per Ceva 

Scuola primaria Ceva Classi 4^ A-B-C

2011/2012

 

  •  Gli alunni delle classi IV A-B della scuola primaria "G.Galliano"di Ceva, nel corso dell'anno scolastico 2009/2010, hanno realizzato un CD dal titolo "I diritti dei bambini".

Chi fosse interessato ad averlo può contattare le insegnanti di classe

  • La poesia "Al papà più bravo del paese " che l'allieva Giulia Mollo ha scritto durante l'anno scolastico 2010/2011 è stata pubblicata sul volume di poesie e filastrocche "La Panchina" Edizioni il capitello. Congratulazioni alla nostra brava alunna.

  • Gli alunni delle classi quarte della Scuola Primaria "G. Galliano" di Ceva che frequentano le attività opzionali hanno realizzato un calendario relativo all'anno 2012 dal titolo "Passeggiando per Ceva".

 

LE MASCHERE DEL CARNEVALE CEBANO

BOSOLIN D'LA CREUSA

 

Bosolin d'la Creusa è un personaggio realmente esistito tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Egli era noto per le sue proverbiali doti di uomo gretto, taccagno, irriso da tutti, tirato in ballo per le sue stranezze e per l'insolito modo di vestirsi. Era solito indossare una giacca di tela di canapa verde su un paio di calzoni a grossi quadretti bianco-neri cui dava un tocco di civetteria con bordature di vario colore. Portava sempre con sè un ombrello rosso dall'impugnatura finemente scolpita. Il suo modo di fare, l'abbigliamento ricercato davano in lui una galanteria non compatibile sia con l'età sia con la sua condizione di popolano ed è per questo che venne elevato a simbolo carnevalesco anche considerata la sua fama di grande intrattenitore delle feste altrui.

 

MADLININ D'LA CREUSA

 

Anche Madlinin è un personaggio cebano realmente esistito che visse nello stesso periodo storico di Bosolin. Viveva anch'essa, come Bosolin, nella odierna Via Leopoldo Nobile, anticamente denominata Creusa. Donna dalla condizione eternamente nubile era amante della musica, del canto e della buona tavola. Durante le feste emergeva il suo allegro carattere e faceva invaghire di lei i notabili cebani e soprattutto Bosolin. Per questa sua spensieratezza ricevette numerosi rimproveri dal padre. Il suo carattere libero ed insofferente alle condizioni dettate dalla morale del tempo la portò a fuggire da Ceva per rifugiarsi in un lontano castello.

 

LE NOTIZIE SU BOSOLIN E MADLININ SONO TRATTE DALL'OPUSCOLO "LE MASCHERE DEL CARNEVALE CEBANO" PUBBLICATO A CURA DEL COMITATO CULTURALE "Via Marenco".

 

ARLECCHINO

 

Arlecchino è una famosa maschera bergamasca della Commedia dell'Arte. L'origine del personaggio è molto antica e legata alla ritualità agricola. Fra le maschere italiane è certamente la più conosciuta e popolare. Nativo di Bergamo bassa, parla il dialetto bergamasco, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce e aggraziato. Il suo vestito era dapprima tutto bianco, come quello di Pulcinella, suo degno compare. Col tempo, a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, è diventato quello che oggi tutti conosciamo: un variopinto abito composto di un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati. Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali è a servizio, ma non gliene va bene una. Arlecchino non è uno stupido, magari un po’ ingenuo, talvolta forse un po’ sciocco ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare nemmeno a parlarne. Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere italiane. Ancora oggi, dai palcoscenici dei teatri o nel mezzo di una festa di carnevale, incanta e diverte il pubblico dei bambini e non solo.

 

COLOMBINA

 

Il personaggio femminile più famoso del Carnevale è rappresentato da Colombina, che è di Venezia. Colombina impersona il tipo comico della servetta graziosa.
E' seducente, astuta, vivacissima ed è l'immagine perfettamente speculare femminile di Arlecchino.
Anche Colombina è una maschera molto antica, la sua figura era già menzionata nel 1530 nei testi degli Accademici Intronati di Siena.

 

GIANDUJA

 

Tra i personaggi famosi del Carnevale italiano c'è il piemontese Gianduja, di Torino,
Il suo nome potrebbe derivare dalla contrazione di "Giôan d'la duja". "Duja", in piemontese, significa doga e per estensione botte.
Gianduja nasce verso il 1808 a Torino dove diviene il simbolo della popolazione piemontese.
Gianduja rappresenta un contadino arguto, pacato e generoso, amante del vino, che gli rende rubizze le guance.
Durante il corso delle guerre di indipendenza la maschera Gianduja è stato anche il rappresentante del patriottismo moderato piemontese.
E' in onore della maschera che prende il nome di Gianduiotto, il rinomato cioccolatino torinese di cioccolato e nocciole. La loro forma, a barchetta rovesciata, si rifà al copricapo di Gianduja.


PULCINELLA

 

Pulcinella, maschera originaria di Napoli, è un personaggio popolare e di professione fa il servitore. Il suo nome deriva da "polece“ (pulce). è una figura brutta e goffa, ha un gran naso adunco con una verruca, le gambe storte ed una gobba davanti e una dietro.  Porta il berretto a pan di zucchero, camiciotto e pantaloni bianchi, larghi e comodi. Ha una maschera nera, babbucce bianche  ed una mazza di legno in mano.
Il suo carattere è impertinente, pazzerello, chiacchierone, furbo ed è la personificazione del dolce far niente. Pulcinella ha sempre fame e sete, il suo piatto preferito sono i maccheroni al sugo.

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